L'Inganno del 3D - Marco M. Piras | Scientia Et Artis

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L'INGANNO DEL 3D
Tesi Sperimentale di Laurea in Architettura
INTRODUZIONE
"L'Inganno del 3D" è il titolo della Tesi di Laurea in Architettura, presentata da Marco M. Piras.
La trattazione di tipo sperimentale si compone di tre macroparti: I Parte Storica; II Parte Scientifica; III Parte Sperimentale.

  • Nella I Parte Storica, sono riportate le fasi salienti riguardanti le principali conquiste nel campo della rappresentazione bidimensionale della realtà.

  • La II Parte Scientifica tratta gli aspetti fisiologici e psicologici, legati alla percezione della realtà sensoriale, con una particolare attenzione nei confronti della percezione visiva.

  • Nella III Parte Sperimentale viene esposto il naturale evolversi delle conoscenze geometrico-descrittive e percettologiche, in campo artistico, comunicativo e tecnologico. Attraverso la realizzazione di alcune esperienze sperimentali, è mostrata in maniera geometrico-descrittiva, una particolare tecnica di rappresentazione che consente la realizzazione d’illusioni visivo-prospettiche: 3D Pavement Art[a]. La trattazione si conclude con una riflessione finale, sulle conseguenze che potrebbero scaturire da imminenti e prossimi cambiamenti tecnologici in ambito 3D (tridimensionale) e non solo.

L'argomentazione di tipo compilativa delle prime due parti, lascia quindi spazio alla seguente parte sperimentale. Il cuore di quest'ultima è determinato dalle tre eseprienze sperimentali (Fig.1), sviluppate sottoforma di modelli cartacei, ispirati ad alcune opere dell'artista giapponese Nagai Hideyuki (n.1991), di cui ne riproducono gli effetti illusivo-prospettici (Fig.2). Possiamo considerare il comportamento ottico di queste realizzazioni come delle particolari anamorfòsi tridimensionali.

A.
B.
C.
Fig.1
I Esperienza Sperimentale, Cubo Virtuale (Marco M. Piras, 2014).
Si tratta di una figura bidimensionale stampata su carta, ritagliata e poi piegata di 90°.
Nelle foto è indicato il Piano Verticale (P.V.), il Piano Orizzontale (P.O.) e la Linea di Terra (L.T.). La figura è stata costruita geometricamente in modo tale, da poter realizzare l'illusione prospettica che permette la percezione di un oggetto solido cubico, su un'angolazione di 60°:
A. Modello osservato dal corretto punto di vista (right side), cioè da sinistra verso destra, su un'angolazione di 60°.
B. Modello osservato dal corretto punto di vista (right side), cioè da sinistra verso destra, ma da un'angolazione differente rispetto ai 60°.
C. Modello osservato da un diverso punto di vista, rispetto a quello corretto (right side) e da un'angolazione differente rispetto ai 60°.


Fig.2
III Esperienza Sperimentale, Scala Virtuale Hideyuki (Marco M. Piras, 2014).
Questa figura, se osservata dal corretto punto di vista (right side), produce nell'osservatore l'effetto illusivo della percezione di un oggetto solido a forma di scala (con n°. 4 pedate e alzate). L'esperienza trae spunto da alcune particolari realizzazioni dell'artista giapponese Nagai Hideyuki (n.1991). L'inserimento di un personaggio concreto all'interno della figura, vuole rendere maggiore, l'incertezza nell'osservatore di fronte a elementi disegnati o reali. Le ombre virtuali non sono state volutamente disegnate. Infatti, l'utilizzo del flash, per scattare la foto, ha consentito di annullare l'ombra reale del personaggio, poiché la presenza di quest'ultima avrebbe svelato l'inganno illusivo.

ANAMORFOSI: DEROGA ALLA PROSPETTIVA
Letteralmente, la parola anamorfòsi deriva da termini greci, che stanno a significare “riformazione”, “formare di nuovo”.  Tra il Cinquecento e il Seicento, gli studi sulla prospettiva si  rivolsero alle possibilità più magiche e bizzarre, offerte da quella che  può essere considerata come una deroga al metodo di rappresentazione  convenzionale. Ci si vuole cioè riferire agli aspetti sorprendenti e  bizzarri, già impliciti nelle problematiche della teoria prospettica e  particolarmente congeniali allo spirito ed al gusto Seicentesco della  cultura barocca. Tra queste, l’anamorfòsi é un artificio grafico, che  consente di costruire una prospettiva deformata.  L’immagine, nonostante sia così fortemente alterata, viene costruita  secondo precisi criteri geometrici, che la rendono irriconoscibile, se  non osservata da un preciso punto di vista (right side)  o con I’ausilio di particolari strumenti. Si tratta, dunque, di un  singolare aspetto dell’attività ottico-prospettica, già anticipata da  Leonardo da Vinci (1452-1519) (Fig.3) e da alcuni trattatisti del XVI secolo. E’ nel corso del Seicento, però, che tale fenomeno raggiunse il suo apice.


Fig.3
Leonardo da Vinci (1452-1519), riguardo l'anamorfòsi, anticipava surrealisticamente l'effetto di questa "osservazione deformante": "(L'occhio) vederà il tondo quadro" e disegnava un occhio umano con una pupilla quadrata (tratto da "The Literary Works of Leonardo da Vinci", Jean Paul Richter 1883, commentato dal Prof. Carlo Pedretti, Volume I, ed. 1977, pag. 193. Tale disegno è anche riprodotto sull'Enciclopedia Einaudi, Volume "Disegno/progetto", ed. 1982, pag. 1125, sebbene i riferimenti bibliografici ad esso attribuiti siano errati NdA).

LA RISCOPERTA DELL'ANAMORFOSI: 3D PAVEMENT ART
Parlando  di arte tridimensionale, non ci si può esimere dal citare una recente  corrente artistica, nata intorno alla metà degli anni Ottanta del XX  secolo, ancora viva e pulsante, denominata 3D Pavement Art (anche 3D Street Art, 3D Sidewalk Chalk Art). Quest’arte, promossa dall’artista ed architetto statunitense Kurt Wenner (n. 1958), deve molto della sua notorietà al tam tam mediatico sviluppatosi sul Web (Fig.4), nonché alla divulgazione tramite  documentari e campagne pubblicitarie.


Fig.4
Grazie al Maestro Kurt Wenner per avermi accettato tra i suoi contatti privati su Facebook (Marco M. Piras, 16/03/2016).
L'Inganno del 3D
la Conferenza
"L'Inganno del 3D" è stato anche il titolo di una conferenza ("L'Inganno del 3D - dal Rinascimento alle stampanti 3D passando per la Gestalttheorie e la Pavement Art"), in due appuntamenti (12 marzo 2015 e il 28 aprile 2015), organizzata per l'Università della Terza Età di Genova (presso la Scuola Politecnica - Dipartimento di Scienze per l'Architettura, Stradone S. Agostino 37, Genova) grazie al preziosissimo supporto delle Prof.sse Orietta Pedemonte e Maura Boffito (Fig.5).
Nel corso di questi incontri, è stata illustrata, sottoforma di presentazione audio-video e con l'ausilio di alcuni modelli preparati ad hoc, una sintesi degli argomenti affrontati nella ricerca sperimentale, svolta in sede di Laurea (Fig.6).

Fig.5
Locandine delle Conferenze (12 marzo e 28 aprile 2015, Università di Genova, Scuola Politecnica - Dipartimento di Scienze per l'Architettura).
A.
B.
C.
Fig.6
A. B. C. Alcuni momenti in aula della conferenza,  illustrata tramite l'ausilio d'apposita presentazione video-audio.
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[a] 3D Pavement Art: quest'arte, detta anche 3D Street Art, 3D Sidewalk Chalk Art, nasce intorno alla metà degli anni Ottanta del XX secolo, dall'ingegno dello statunitense Architetto e Maestro Madonnaro Kurt Wenner (n. 1958). L'intuizione di Wenner sta nell'aver applicato i suoi studi sulla prospettiva lineare e anamorfica, proprio alla tecnica dei Madonnari. Da questo connubio, le figure così realizzate, sembrano letteralmente emergere o sprofondare nel terreno, apparendo tridimensionali, se osservate da un preciso punto di vista (right side). Tuttociò, proprio come avveniva nei più celebri capolavori dei grandi Maestri del passato, lungamente osservati e studiati da Wenner, su volte, soffitti e cupole. Questo nuovo tipo di rappresentazioni, possono essere dunque definite come trompe l'oeil pavimentali. Il disegno viene eseguito direttamente sull'asfalto pedonale e come per i Madonnari, Wenner fa ricorso a gessetti colorati e pastelli, dipingendo sempre a mano, in live painting, cioè direttamente in loco. Inoltre, come per gli artisti di strada o graffitari, anche quest'arte risulta effìmera, destinata dunque, a non lasciare più traccia, a causa delle intemperie atmosferiche.

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